
Nome: Cecilia Kellermann
donna, madre, moglie, nonna alla ricerca di pensieri e sogni
"Son vuote le parole che non volano sull'ala del pensiero"- Cecilia,
"Se non ci fossero misteri come potremmo avere certezze?"- Gabriele.
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11 Settembre
-Per non dimenticare -
Di lacrime e polvere
si vestì il mattino
mentre speranza crollava
fra disperazione e cemento
in grida di morte
Lampi d’odio
squarciavano il cielo
fra macerie di vita
che investirono sguardi
sbarrati d’orrore
Chimera il domani
celato tra nubi di vetro
che riflettono fiamme
d’implacabile guerra
arse in roghi di sangue e dolore
Homo homini lupus
(11 Settembre 2001 - 11 Settembre 2007)
-Maya-

Per la rubrica “Leggiamo Insieme”, ideata da Manuale di Mari, stiamo presentando “Nelle mani del vento”, il nuovo romanzo di Nicla Morletti.
“Nelle mani del vento” è anche il nome del nuovissimo Blog dell’autrice, dove si svolge la presentazione del romanzo.
Invito tutti a visitare il Blog dell’amica Nicla Morletti e lasciare un commento nel post di presentazione, dove è possibile leggere alcuni brani in anteprima ed ascoltare le letture proposte dall’autrice e da Robert di Manuale di Mari.
Per lasciare un commento CLICCA QUI.

Un bacio vorrei avere
che s'involi lontano
con ali di airone rosa
oltre il cielo chiaro
un bacio che si posa
su labbra senza tempo
giungendo fino a te
in quel molo del cuore
dove s'infrange l'onda
di questo mare d'amore
Una mano vorrei avere
che rechi la carezza
la meraviglia perduta
al risveglio dal sogno
tepore dell'anima
e soffio di vento
che sfugge ai sensi
sensazione di me
che gonfia come vela
la gonna del desiderio
La poesia che segue è stata pubblicata su l' "ANTOLOGIA DEL CONCORSO DI EMOZIONI", a cura di Manuale di Mari e con la prefazione di Nicla Morletti.
Il libro, edito da Kimerik Edizioni di Messina, è stato presentato ufficialmente alla Fiera Internazionale del Libro di Torino venerdì 11 maggio 2007.
Spina ancor punge
Spina ancor punge
se groviglio di rovi
a districare le mani intendo
come nella macchia più fonda
fruttuose fronde cercando
e profumi di cìclami e ginestre
quel flutto d’amore
che ci avvolse e ci sospinse
a percorso unico e solenne.
Non vuoi gocce di sangue
ma vita sono.
Ti urta il mio rovistare
soffri per ogni ramo reciso
e proponi morbidi veli
oblio d’illusioni e tormenti.
Ma a me non basta
pace dimessa
sempre ad amore limpido tendo
a solare affetto vibrante
anche se pesano gli anni
e lacere appaiono le vesti.
Rose di macchia son stelle
sugli irti cespugli.
Cecilia Kellermann
Prima dell'alba
Già prima che l'alba
rosee nubi all'orizzonte dipinga
vola Daphne sull'erbe
leggera come vento che appena le ondeggi
fissi gli occhi splendenti
affilati come sue frecce a cercare la preda
pronto il candido braccio
a tendere l'arco vibrante
sia a tenera colomba
sia a lupa sia a verro zannuto.
Trema la foresta intorno
chiudendo le fronde
vano riparo d'uccelli
nella luce ancor bianca di luna
ché morte lei arreca
leggiadra nei gesti
nelle forme ammaliante.
Cecilia
Il mito di Daphne. Da una mia scrittura per una rappresentazione teatrale.
DAPHNE - Lo senti quel rombo? Appena mi fermo riecheggia nel bosco. Non lo senti? Mi tratti da folle?
SORELLA - Sento il vento che s'avventa alle fronde.
DAPHNE - Già, proprio io non conosco il vento che ogni dì mi porta l'odor della preda! Anche tu vuoi ingannarmi, anche tu vuoi che io muti e mi pieghi agli affetti!
Raccolsi una volta una piccola volpe orfana di madre, la nutrii e la nascosi in un luogo sicuro. Ma ogni giorno dovevo tornare a nutrirla e quand'ero lontana mi tremava il cuore nel dubbio che una lince potesse trovarla. E affannosa lasciavo la caccia per stringerla al petto.
Per questo la uccisi.
Vischiosi sono i lacci d'amore. Ti avvolgono in una rete di dubbi e in uno scoccar di freccia schiava divieni.
SORELLA - Più non conosco la mia gentile sorella.
DAPHNE - Ma ancora non senti quel rombo? Taci e ascolta. Ecco, ora s'impenna. Guarda quella lama di luce! Hai visto? Lui ha un cavallo d'acciaio che emana fuoco dalle nari e non teme le fratte. Da lungi l'ho visto e poi sono tornata ad osservarne le tracce, ma non erano orme di zoccoli.
SORELLA - Il terrore ti porta visioni. Ma di che questo terrore? Come pernsi di esser stata generata? E che tua madre non ti abbia amata nutrendoti?
DAPHNE - Forse se stessa ha amato, la sua speranza, che io come lei fossi, cedevole all'attesa di dolci parole forse mai pronunciate, di sogni solo da lei sognati. E dentro, come una spada, il dubbio che mio padre altra ninfa inseguisse.
SORELLA - Ma a ciò davvero pensi di potere sottrarti? Tu che odi suoni di minaccia e scorgi folgori rasentar la terra?

Primo articolo
della Costituzione
Principio base
Nasce il mese di maggio
onorando il lavoro
-Maya-

Giorni di guerra
inseguendo Libertà
Vite recise
Gratitudine e festa
per non dimenticare
-Maya-

Salvador Dalì- Mirage
Mirage
Aspetto silente
come ogni sera
da quell’istante lontano
in cui di te l’ombra svanì
tra sussurri di vento
e grida di notte
Miraggio improvviso
appare al mio sguardo
inganno d’amore
di chi crede ancora
Vago muta e raminga
fra veli di pioggia
cercando di te tracce sbiadite
mentre il giorno si spegne
in rughe di sole
sui passi miei incerti
-Maya-